Prepare a recording from a personal point of view. Prepare a recording from a personal point of view.

Come preparare una registrazione dal punto di vista musicale

Considerazioni, consigli, esperienze personali

Preparare un brano per registrarlo presenta delle difficoltà tecniche che migliorano la conoscenza dell'opera e fanno crescere musicalmente, pertanto mi è sembrato interessante condividere delle riflessioni dettate dalla mia personale esperienza in merito.

L'articolo è strutturato in 8 punti.

1. Quando è il momento di registrarsi?

Per esperienza ho visto che quando si è in grado di suonare più volte il brano senza nessun errore da cima a fondo, con il tempo giusto e con il grado di espressione desiderata vuol dire che è pronto per essere registrato.

In caso contrario è improduttivo pensare che la registrazione possa correggere gli errori del brano, anzi al contrario amplifica ogni più piccola imprecisione e confusione. Registrarsi è utile come cartina tornasole della conoscenza generale e particolare del pezzo (vedi punto 4).

2. Quanto insistere?

Personalmente trovo inutile insistere tutto il giorno per registrare un brano se non si riesce già dopo i primi tentativi. È vero che forse dopo una giornata intera chiusi in stanza o in studio qualcosa si riesce sempre a portare a casa, ma quale sarà il risultato? Un brano stiracchiato, sforzato, probabilmente senza estro perché registrato "con le pile scariche".

Se dopo un certo numero di tentativi la registrazione non riesce significa che il brano non è ancora pronto per essere registrato.

3. Riscaldamento

Il riscaldamento è fondamentale per ottenere una registrazione fluida ed efficace. Per riscaldarsi può essere utile suddividere la registrazione in due momenti: iniziare a "scaldarsi" suonando il brano un po' di volte a diverse velocità, poi fare una pausa e fare la registrazione vera e propria.

4. Non cedere alla frustrazione.

Mi è capitato tantissime volte di registrare un brano perfetto al 99,9% e di fare quel piccolo errore che annulla tutto il resto e ti fa perdere l'entusiasmo e la voglia di registrare. In quei momenti sento di voler mandare tutto al diavolo e di usare il bandoneon per accendere il caminetto. Spesso sistemare certi piccoli dettagli richiede una quantità di tempo e di esercizio davvero impressionante, paragonabile al tempo che è stato necessario per arrivare a suonare correttamente il 99,9% del brano.

Bisogna essere coscienti di certe difficoltà, prenderne atto e non lasciarsi scoraggiare. Fa parte del processo di "maturazione" di un'opera. Una volta coscienti di ciò si può decidere se è il caso di lasciar maturare l'opera mettendo a punto ciò che ancora manca (e quindi rimandare la registrazione) o soprassedere e "ammettere l'errore" (vedi punto 8).

5. Quando registri stai comunque suonando per "qualcuno".

Il registratore o la videocamera costituiscono una sorta di pubblico che genera sensazioni di ansia e di stress simili a quelle di un vero scenario. In questo senso registrarsi è molto utile perché ci si mette alla prova per capire quali sono le parti del brano che vanno migliorate. Gli errori che si manifestano durante la registrazione in genere sono gli aspetti dell'opera che non abbiamo ancora incorporato a sufficienza. In questo senso registrarsi è molto utile perché mostra ciò che "scorre" e ciò su cui invece bisogna ancora lavorare.

6. Respirare.

L'esecuzione di un brano consta di una serie enorme di variabili da tenere sotto controllo. Una di queste è per esempio la respirazione. Durante una registrazione la tensione porta ad andare in apnea e questo influisce negativamente sull'esecuzione. A me succede spesso e sono giunto alla conclusione che prima di registrarsi bisognerebbe fare una serie di registrazioni di prova, osservare dove si tende ad andare in apnea e correggersi.

Allo stesso modo la registrazione è utile per capire quali parti creano maggiore tensione e ricordarsi di rilassare quei passaggi. In questo modo si studia l'opera incorporando nella memoria dell'esecuzione tutto ciò che è utile per registrarsi correttamente: quindi i momenti in cui respirare, ridurre la tensione, focalizzarsi eccetera.

7. Concentrarsi, quando serve.

Non serve mantenere un livello di concentrazione sotto costante sforzo. Ci sono dei passaggi che richiedono una maggiore concentrazione, ma in altri invece entrerà in funzione una specie di pilota automatico che non richiede troppo controllo e dovrebbe essere lasciato libero di svolgere il suo compito in autonomia. La mente deve comunque essere sempre presente come osservatrice.

"Educare" il pilota automatico fa parte del processo di studio del brano, mentre imparare quando la mente deve intervenire con un maggior livello di concentrazione piuttosto che quando lasciar lavorare il pilota automatico fa parte della preparazione della registrazione e viene incorporato nel processo descritto al punto precedente. Quindi è utile capire in quali momenti ci si può concedere un po' di distratta attenzione e dove invece è necessario richiamare l'esecuzione del brano sotto il completo controllo mentale.

8. Autoesigenti, ma non troppo.

È bene aspirare alla perfezione però ogni tanto bisogna essere un po' indulgenti con se stessi e tollerare certi errori nell'esecuzione, tanto più che la maggior parte delle volte si tratta di errori "veniali". È il caso di farne una questione di principio? Secondo me no. In certi casi è più utile soprassedere a quel piccolo errore e concludere la registrazione per potersi concentrare sulla registrazione di un brano diverso, con nuove sfide che spesso includono e risolvono i problemi dei brani precedenti.

Quindi se durante la registrazione abbiamo fatto un piccolo errore davvero di poco conto, si può valutare se lasciarlo nella registrazione abbassando il livello di autoesigenza.

Conclusioni

Per concludere: penso che la registrazione sia un momento fantastico per crescere musicalmente e artisticamente. È una sorta di via di mezzo tra suonare per un pubblico e studiare da soli. Ritengo che sia davvero utile anche per prepararsi all'emozione del pubblico, nonché come già detto per mettere alla prova la maturità raggiunta nella preparazione di un brano.

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