Avere poco tempo per la pratica quotidiana del tuo strumento può essere frustrante. Vediamo allora come ottimizzare lo studio per raggiungere i tuoi obiettivi. Avere poco tempo per la pratica quotidiana del tuo strumento può essere frustrante. Vediamo allora come ottimizzare lo studio per raggiungere i tuoi obiettivi.

Ottimizzare lo studio della musica quando hai poco tempo

Strategie per perfezionare la propria pratica quotidiana

Ci sono momenti in cui i musicisti sono costretti per necessità a limitare drasticamente la quantità di tempo da dedicare allo studio, al perfezionamento e alla preparazione di un nuovo repertorio. In questi momenti può sopraggiungere lo sconforto o la tentazione di rinunciare.

Dopo essermi trovato esattamente in questa situazione ho concluso che il problema non era il tempo disponibile, ma come lo stavo impiegando.

Mi sono quindi posto il problema di come ottimizzare il tempo di studio quando se ne ha poco a disposizione: in altre parole, come massimizzare il risultato. In questo articolo propongo alcune soluzioni personali messe a punto dopo mesi, forse anni di studio dispersivo.

Le mie considerazioni non sono certo definitive, anzi invito tutti coloro che vogliono condivere la propria esperienza a commentare.

Indice

  1. Essere coscienti di non avere tempo
  2. Essere coscienti di cosa e come stiamo sbagliando
  3. Quantificare il tempo disponibile
  4. Pianificare il programma di studio del giorno
  5. Entrare nell'opera il prima possibile
  6. Memoria consapevole
  7. Gestione del punto di saturazione
  8. E se il problema non fosse il tempo ma la concentrazione?
  9. L'aspetto più importante
  10. Conclusioni

1. Essere coscienti di non avere tempo

Il primo passo per iniziare a ottimizzare il proprio tempo è capire di non averne abbastanza. Si tratta di una presa di coscienza che il tempo a disposizione è diminuito o comunque è limitato.

Personalmente mi ci sono voluti mesi per realizzare pienamente che la mia disponibilità di tempo era cambiata. Vedevo che i miei progressi erano diventati lenti e stanchi ma ciò nonostante la mente non aveva ancora accettato il cambiamento: continuavo con la vecchia modalità come se avessi ore e ore disponibili ogni giorno.

2. Essere coscienti di cosa e come stiamo sbagliando

Il secondo passo è capire come stavamo utilizzando male il tempo fino a quel momento, individuando gli errori che costituiscono un limite psicologico e operativo.

Un punto di partenza è pensare a come si è affrontato lo studio di un'opera fino a quel momento. Ho realizzato un elenco degli errori che commettevo e che probabilmente sono i più comuni.

Gli errori che commettevo

Uno dei principali errori che commettevo era quello insistere troppo sull'esecuzione perfetta di certi passaggi, tendenzialmente quelli iniziali, senza aver prima acquisito un senso completo del brano.

Un altro errore frequente che mi capitava era quello di non suddividere in modo equo il tempo tra le varie opere del repertorio e concentrarsi troppo solo su alcune, trascurandone completamente altre.

C'è poi l'errore della memorizzazione inconsapevole. Memorizzare un brano il prima possibile va bene, ma questa memoria deve avere basi solide e non affidarsi esclusivamente alla memoria motoria o a breve termine.

Infine un altro errore frequente da me commesso era quello di non saper gestire il punto di saturazione. Con questa espressione intendo quel momento in cui si insiste troppo su di una sezione pensando in questo modo di avanzare nello studio di un'opera, ma in questo modo non si rispetta il processo naturale del sistema nervoso, che ha bisogno di tempo per generare nuove connessioni psicomotorie.

La strategia

Come in una guerra, di fronte a un nemico che ci spiazza, diventa fondamentale adottare una strategia vincente. Ecco quindi i passi di tale strategia di ottimizzazione.

3. Quantificare il tempo disponibile

È fondamentale capire quanto tempo abbiamo a disposizione durante la settimana per poter pianificare lo studio.

Valutare quindi quanto tempo è possibile dedicare allo studio ogni giorno. Non trascurare nemmeno i 15 minuti, possono essere sufficienti per rivedere un passaggio e memorizzarlo.

Può essere utile preparare un calendario con le fasce di tempo disponibili nei vari giorni della settimana: questo permette di avere una visione d'insieme per meglio ripartire lo studio. Puoi scaricare un pianificatore settimanale cliccando qui o sull'immagine sottostante.

Music Workout Week Planner
Clicca sull'immagine per scaricare

4. Pianificare il programma di studio del giorno

Per non disperdere energie è necessario stabilire cosa studiare prima di iniziare la sessione di pratica. Il mio consiglio è di ridurre al minimo necessario il programma giornaliero.

Pauca sed matura

Siamo costantemente assediati dalla smania di voler fare miliardi di cose al giorno. La realtà però è che il tempo a disposizione è poco. Quindi meglio concentrarsi su una, due cose al giorno, non di più.
Pauca sed matura, diceva K. F. Gauss.
Poche cose, ma approfondite.

5. Entrare nell'opera il prima possibile

Entrare nell'opera significa averla suonata tutta, facendosi un'idea di tutti i problemi legati all'esecuzione.

Un primo record tecnico è costituito dalla conoscenza dei passaggi, della diteggiatura, nel caso del bandoneon dai movimenti di mantice. Un primo record uditivo è costituito dall'ascolto della versione che "esce dal nostro strumento mentre la stiamo suonando" oltre che di versioni già esistenti.

L'unione di questi primi "record", anche se imprecisi e insicuri, costituisce (usando il gergo che ho imparato al Conservatorio di Buenos Aires) un primer armado, cioè una prima versione.

Una prima versione completa anche se imprecisa è molto meglio di una versione parziale rifinita. Infatti per esperienza ho visto che è più facile intervenire sulle varie sezioni dell'opera avendo già una visione d'insieme.



Ricevi la newsletter per rimanere aggiornato!

* campi richiesti

6. Memoria consapevole

Memorizzare l'opera il prima possibile è di fondamentale importanza, a patto che la memorizzazione sia solida fin dall'inizio.

Una memorizzazione solida non è affidata alla memoria a breve termine, o a un fugace apprendimento motorio (la cosidetta "memoria delle mani").

Imparare a studiare per sezioni

Per memorizzare efficacemente un brano è indispensabile uno studio progressivo e programmato basato sulle sezioni. Per sezione intendo ogni parte in cui l'opera può essere suddivisa per essere studiata. Si tratta di un concetto dinamico in quanto la sezione è breve o lunga a seconda della necessità, e può essere estesa o ridotta. All'inizio le sezioni saranno brevi (una battuta o anche meno) e via via si estenderanno, fino a diventare l'opera stessa. Lo studio della sezione va ripetuto fino alla sua memorizzazione (fijación).

Suddividere lo studio della partitura per sezioni.
Esempio di applicazione del concetto di sezione
(tratto da La Cachila, arrangiamento di R. Daluisio).

Dopo aver studiato il brano una prima volta (primer armado) è utilissimo ritornare su di esso cambiando alcune variabili, come la velocità di esecuzione (più lento, più veloce ecc.), l'intensità sonora e altro. Ogni nuovo studio dell'opera costituisce una nuova versione (nuevo armado) e ogni nuova versione migliora la conoscenza e la memoria del brano. Le versioni possibili sono molte, pressoché infinite. Ritornare sullo studio delle sezioni consolida la fijación.

Anche la conoscenza degli elementi formali e teorici della musica contribuisce alla memoria consapevole. Mi riferisco alla forma e alla struttura, all'armonia, al contrappunto e agli elementi musicali utilizzati (cadenze, scale, arpeggi, intervalli eccetera.)

7. Gestione del punto di saturazione

Gestire il punto di saturazione significa semplicemente capire quando non conviene più insistere su di una sezione (o addirittura su di un brano) ed è invece più opportuno dedicarsi a un'altra sezione (o a un altro brano) lasciando il tempo al sistema neurologico di generare le connessioni psicomotorie necessarie.

Insistere quando si è raggiunto il punto di saturazione è controproducente e dannoso.

8. E se il problema non fosse il tempo ma la concentrazione?

È facile pensare che il tempo disponibile sia poco quando in realtà lo stiamo semplicemente usando male per un problema di concentrazione: trovo che sia abbastanza normale quando si tratta di un'attività che viene ripetuta ogni giorno per molto tempo.

Esercitarsi senza concentrazione, senza obiettivi precisi può dare la falsa sensazione che il tempo sia poco, quando in realtà è sufficiente ma lo stiamo impiegando nella maniera incorretta.

Studiare con concentrazione significa invece avere obiettivi chiari e sapere come raggiungerli.

9. L'aspetto più importante

L'aspetto più importante è senza dubbio la forza di volontà.
Senza la volontà tutto quanto esposto finora diventa inutile.

Diciamoci la verità: il problema non è il tempo.
Chi desidera ardentemente un risultato, il tempo lo trova.

Come esempio e ispirazione vorrei citare Wes Montgomery, chitarrista jazz. Di giorno lavorava come saldatore in un'officina, e studiava la chitarra di notte. Che cos'è questa se non una volontà di ferro?

Wes Montgomery, esempio di una volontà di ferro.
Il chitarrista Jazz Wes Montgomery, esempio di una volontà di ferro.

10. Conclusioni

Il momento in cui, come musicisti, realizziamo che il tempo disponibile per lo studio si è ridotto drasticamente può rappresentare un vero e proprio momento di crisi. Siamo portati a dare a questo termine una connotazione negativa, mentre la sua etimologia rimanda al significato di decisione, scelta e, per estensione di concetto, cambiamento.

Avere meno tempo a disposizione può diventare quindi un'opportunità per rivedere il nostro approccio allo studio.

Imparare a ottimizzare il tempo disponibile significa poter fare in meno tempo ciò che prima, senza concentrazione, ne richiedeva di più. E a quel punto la qualità del nostro studio sarà incrementata drasticamente.

In linea di principio penso che quanto esposto in questo articolo si possa applicare a qualunque campo, e non solo allo studio della musica.

Link esterni per approfondire



Ricevi la newsletter per rimanere aggiornato!

* campi richiesti

Lascia un commento

Aiuta questo progetto a crescere

supportami su Patreon


Scegli il tuo livello, prendi parte al processo creativo, ricevi contenuti bonus e speciali e servizi esclusivi. Dai un'occhiata.


patreon.com/omarcacciabandoneon