Manoscritto di una invenzione a due voci di J.S. Bach.

Invenzione a due voci n.13 di J.S. Bach - Analisi

Spartito per bandoneón e analisi formale e armonica

L'invenzione a due voci n.13 di J.S. Bach fa parte del programma dell'esame di bandoneón pregrado II nel Conservatorio di Buenos Aires "Manuel de Falla", corrispondente al quarto anno di studio del ciclo iniziale. È quindi parte del mio programma di studio di quest'anno, e ho deciso di studiarla attraverso una analisi formale e armonica per migliorare l'esecuzione attraverso una più approfondita conoscenza dell'opera.

L'opera è davvero molto bella, un piccolo gioiello tra le composizioni di Bach (come tutte le Invenzioni a due voci, del resto).

Condivido la partitura per bandoneón (presa dal sito del M. Rodolfo Daluisio). Nella partitura, la dicitura A sta per "aprendo" e C sta per "chiudendo".


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Un po' di storia

Le Invenzioni a due e tre voci nascono a scopo didattico per l’educazione musicale di Wilhelm Friedemann, primogenito di Johann Sebastian, e degli altri figli del grande compositore. Risalgono al periodo compreso tra il 1720 e il 1723, quando Bach era maestro di cappella a Köthen. Caso emblematico nella storia della musica, si tratta di una raccolta di composizioni oggi universalmente celebri nata in origine per la formazione musicale dei figli e dei parenti più stretti.

Il frontespizio dell'edizione del 1723 dichiara:

"Metodo efficace con cui si presenta in forma chiara agli appassionati del clavicembalo e soprattutto a coloro che sono desiderosi di apprendere [...] e ottenere così non soltanto delle buone invenzioni, ma poterle pure bene eseguire e soprattutto acquistare l’arte del cantabile e il gusto della composizione."

Con questa dichiarazione Bach acclara il suo intento pedagogico:

  • fornire diversi esempi di brani a due voci, per poterli suonare alla tastiera fino al completo raggiungimento dell’indipendenza tra le mani.
  • Mostrare come impiegare delle semplici idee musicali in svariati modi, ovvero come comporre delle “buone invenzioni”.

L'invenzione come forma compositiva è fortemente legata a Bach, che attinse molto dall'improvvisazione contrappuntistica italiana. In particolare Bach si ispirò alle opere di Francesco Antonio Bonporti, la cui Opera X si chiama appunto "Invenzioni" (alcune opere di Bach non sono altro che trascrizioni di quest'ultimo lavoro).

Il significato di "invenzione"

Il termine "invenzione" deriva dal latino "invenire" che significa "trovare investigando".

L'invenzione inizia con l'esposizione di un tema e continua con la rielaborazione melodica ed armonica del soggetto. In questo consiste il "trovare", ovvero nell'incontrare soluzioni musicali originali e creative "cercando" nelle possibilità offerte dal soggetto.

Il soggetto dell'Invenzione n.13

Nell'Invenzione 13 il tema è esposto nelle prime due battute, in una frase composta da un antecedente e un conseguente.

Ecco l'antecedente alla parte melodica:

Ed ecco il suo conseguente:

Cosa possiamo notare fin da subito? Si tratta di fondamentalmente di arpeggi: nell'antecedente abbiamo l'arpeggio della fondamentale in posizione di rivolto, al quale seguono subito dopo quattro note da un ottavo che giocano sulla dominante, per poi risolvere sull'accordo fondamentale con un altro gioco di arpeggio. Bach ci sta già dicendo quale sarà la sua "formula magica" per la composizione dell'intero brano: fondamentalmente permutazioni di note arpeggiate.

Al soggetto della linea melodica fa eco la linea contrappuntistica dell'accompagnamento, con forma imitativa all'ottava. Ecco riportata qui sotto la prima battuta, dove il tema viene ripreso all'ottava inferiore:

Tecnica compositiva e struttura

La tecnica compositiva è quella del contrappunto doppio.

La struttura è abbastanza semplice: all'esposizione del tema segue uno sviluppo, che si può suddividere in due parti, "Sviluppo A" e "Sviluppo B". Allo sviluppo segue la conclusione.

Analisi strutturale della Invenzione a due voci n.13 di J.S.Bach, nell'immagine la partitura viene suddivisa negli elementi strutturali dell'opera.

Ho deciso di suddividere lo sviluppo in due parti perché la cadenza a mi minore della battura 13 segna un certo stacco, come se introducesse un momento di pausa. Lo sviluppo B ha una propria identità e con caratterizzazione armonica e di fraseggio che adesso andiamo ad analizzare.

Analisi armonica: visione d'insieme

Nelle battute 3-6 abbiamo la prima progressione che ci porta alla prima modulazione a Do maggiore. Nella battuta 7 il tema viene riesposto nella nuova tonalità, e ha inizio una seconda progressione che modula a Sol maggiore (battuta 10) e che si conclude con l'affermazione di Mi minore (battuta 13). Con questa modulazione si chiude anche lo sviluppo A, caratterizzato da una frequente riesposizione del soggetto declinato nelle varie "sfumature" armoniche.

Lo sviluppo B si apre subito con una terza progressione che attraversa gli accordi di Re minore, Do maggiore e Mi minore prima di riaffermare la dominante Mi7 in vista di una risoluzione sulla tonalità di partenza (battuta 18.) La particolarità di questa progressione è quella di utilizzare accordi di settima diminuita anziché quelli di dominante. Questa scelta rende l'armonia più tesa. Anche le strutture si fanno più tese e concentrate: osserviamo per esempio questa struttura (battuta 14)

la frase melodica è affidata alla prima metà della battuta, mentre nella seconda metà abbiamo già l'elemento di tensione (accordo diminuito) che vuole la risoluzione al nuovo centro tonale. Tutto il discorso musicale si concentra in una sola battuta anziché in due, come abbiamo visto finora nel soggetto e nelle progressioni precedenti.

In questa progressione, i vari centri tonali di passaggio vengono sottolineati da una scaletta discendente al basso, come si può vedere in questa battuta (sempre la 14)

e che si conclude a re. Questa stessa struttura viene "declinata" per tutta la progressione, vale a dire dalla battuta 14 alla 18.

Alla battuta 18 abbiamo una prima ripresa del soggetto, che fa intravedere la conclusione. Ma è ancora lontana: Bach non ha ancora concluso il discorso musicale.

La ripresa del tema serve per introdurre la quarta e ultima progressione (battuta 19). Il discorso musicale si fa ancora più fitto e concentrato: la linea melodica ora viene scandita tutta da sedicesimi (battute 19, 20, 21).

Arriviamo infine alla conclusione (battuta 21): un'ultima ripresa del tema ci dice che questa è la volta buona. Il "treno" ormai è partito per cui arriviamo alla conclusione in sedicesimi. Cadenza perfetta nell'ultima battuta a sottolineare il finale. Nota degna di cronaca: il si bemolle che appare nella parte di basso alla battuta 23 appartiene ad una seconda napoletana.

Che cosa dice l'opera?

La brevità dell'opera rende manifesto il suo carattere didattico. Interessante il tema e il relativo sviluppo, probabile intenzione da parte di J.S. Bach di far familiarizzare lo studente con gli arpeggi e con i collegamenti melodici tra i vari accordi. Personalmente noto, nell'opera, un certo crescendo di intensità e di tensione, che si accumula nello "Sviluppo B" e si sfoga nella conclusione, che finalizza il discorso musicale concentrandolo in 4 battute.

Ricorrono spesso elementi binari, idee musicali articolate in due battute (o in una sola battuta ma divisa in due) e macro-strutture musicali che si sviluppano in gruppi di 4 battute. Elementi di simmetria che equilibrano il discorso musicale lungo tutto l'andamento della composizione.

Conclusioni e commenti

Molto altro si potrebbe dire su questa splendida composizione, tuttavia spero che la mia analisi ti sia servita e ti abbia ispirato delle riflessioni. Se questo articolo ti ha incuriosito, ti ha lasciato delle domande, e senti che vuoi condividere con me le tue opinioni in merito ti invito a a contattarmi via mail - - oppure attraverso le reti sociali (trovi i link qui sotto). Sarò entusiasta di ascoltare il tuo punto di vista.

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