Bandoneon diatonico o cromatico: quale scegliere? Bandoneon diatonico o cromatico: quale scegliere?

Bandoneon diatonico o cromatico: quale scegliere?

Una guida per aiutare a scegliere tra bisonoro e unisonoro

Chi inizia a suonare il bandoneon è messo di fronte a una prima importante scelta: diatonico o cromatico? Si tratta infatti di due impostazioni diverse di tastiera, ciascuna con i propri pro e contro.

Ci tengo a precisare fin da subito che la scelta di una piuttosto che dell'altra impostazione in una fase iniziale non pregiudica nulla dal punto di vista del repertorio e delle possibilità tecniche, ma la scelta del cromatico può rivelarsi infelice quando si avanza nello studio della tecnica e si affrontano repertori complessi. Non sono giunto a questa conclusione per esperienza diretta (non ho mai suonato il cromatico) ma grazie alle testimonianze di chi conosce entrambi i sistemi, come quella di Fabio Furia.

In questo articolo voglio provare ad analizzare le caratteristiche delle due impostazioni di tastiera, senza però decretare un vincitore: ciascuno sceglierà in base alle proprie necessità. L'articolo è diviso in 5 sezioni:

  1. Definizione di cromatico e diatonico

  2. Vantaggi del bandoneon diatonico

  3. Vantaggi del bandoneon cromatico

  4. Conclusioni

  5. (approfondimento) Solo un tipo di bandoneon cromatico/diatonico?

Definizione di cromatico e diatonico

I termini cromatico e diatonico sono impropri ma assai diffusi, e spesso danno luogo a fraintendimenti. Iniziamo col dire che entrambi i bandoneon sono "cromatici" nel senso che hanno la scala cromaticamente completa e su più ottave, ma il bandoneon "cromatico" viene così chiamato per la disposizione dei tasti che segue una logica seriale cromatica. Il termine più corretto per questo strumento è unisonoro (ma anche questo termine ha un certo grado di imprecisione, come vedrà chi ha voglia di approfondire).

Nell'altro caso invece l'aggettivo diatonico potrebbe far pensare ad uno strumento in grado di suonare solo in certe tonalità (tipo l'organetto diatonico) ma non è così. Anche il bandoneon diatonico ha la scala cromatica completa, ma la tastiera non segue una logica seriale. Inoltre premendo lo stesso tasto questi strumenti producono due suoni diversi a seconda che apriamo o chiudiamo il mantice, da qui la definizione di bisonori.

Vantaggi del bandoneon diatonico

Il bandoneon diatonico, con la sua tastiera "caotica" e la differenza di suono in apertura e chiusura, ha proprio nei suoi "difetti" i suoi punti di forza; una volta padroneggiati rappresentano due vantaggi rispetto al cromatico.

  1. Il fatto che la disposizione delle note cambia a seconda se stiamo aprendo o chiudendo il mantice consente due schemi di esecuzione diversi per la stessa struttura musicale: in questo modo ciò che è difficile aprendo potrebbe essere più facile chiudendo, e viceversa.

  2. La disposizione non seriale consente di mischiare tra loro note appartenenti a ottave distanti tra loro e quindi gestire un'ampia tessitura utilizzando una sola mano, cosa più complicata nel cromatico (e pressoché impossibile nel piano). Ho discusso di questo nell'analisi della trascrizione per bandoneon del preludio di C. Franck (celebre brano organistico).

Bandoneon diatonico: quando è consigliato

Il diatonico è consigliato per chi è disposto a investire del tempo (parecchio tempo) per prendere confidenza con le 2 tastiere (che diventano 4 invertendo la direzione del mantice). Chi ha esigenza di suonare rapidamente è meglio che prenda in considerazione il cromatico.

Superata la ripida curva d'apprendimento iniziale il diatonico si rivela comunque una scelta felice, specie per chi decide di suonare il repertorio del bandoneon solo o il repertorio "classico". Infatti quella tastiera "caotica" si rivela molto ergonomica per essere suonata con la mano "intrappolata" da una cinghia, caratteristica tipica del bandoneon e delle concertine in generale.

Vantaggi del bandoneon cromatico

Ecco invece i vantaggi del sistema cosiddetto cromatico.

  1. La tastiera ha una logica seriale, quindi si impara molto più in fretta ed è più immediata, sopratutto nei passaggi cromatici.

  2. Il fatto che sia unisonoro (stesso suono aprendo e chiudendo) forse facilita nell'improvvisazione e nell'immediatezza sullo strumento.

Bandoneon cromatico: quando è consigliato

Il cromatico è consigliato per chi ha necessità di imparare a suonare velocemente un brano con il bandoneon, per esempio un professionista che ha bisogno di mettere in piedi velocemente un programma per poi fare serate o concerti. Molti fisarmonicisti infatti seguono proprio questo percorso (specie chi suona la fisarmonica a bottoni, che ritroverà praticamente la stessa tastiera anche sul bandoneon cromatico).

L'esperienza di chi conosce entrambi i sistemi

Fabio Furia è un bandoneonista italiano che suonò per dieci anni il cromatico decidendo poi di passare al bisonoro. Ha quindi esperienza consolidata su entrambi i sistemi.

In virtù della sua conoscenza di entrambi i sistemi ho pensato di interpellarlo per chiedergli cosa ne pensa a riguardo. Ecco la sua risposta:

Ho suonato il cromatico per 10 anni e posso dire che in parte è vero che si possono fare le stesse cose, ma non nello stesso modo e con gli stessi risultati.

Ho cambiato sistema perché i compromessi a cui dovevo sottostare erano tali e tanti da non giustificare più la scelta iniziale di relativa "facilità".

Il cromatico crea dei problemi pazzeschi per una questione di non ergonomicità. La tastiera del cromatico non è adatta per essere suonata da una mano bloccata da una cinghia, a differenza del bisonoro, e sarebbe un po' come bloccare la mano di un pianista che invece dovrebbe scorrere agevolmente su una tastiera di tipo seriale.

Infatti la disposizione dei semitoni sopratutto nel registro alto non consente di suonare con comodità: lo strumento è abbastanza comodo solo in una regione specifica della della tastiera, però parliamo di 20-30 tasti in tutto lo strumento.

A mio parere il bandoneon cromatico è uno strumento ideale per chi proviene dalla fisarmonica cromatica e vuole suonare una parte del repertorio senza dover passare qualche anno a memorizzare una tastiera che non ha nulla in comune con quella che già conosce. Si deve considerare però che il repertorio originale per bandoneon solo è difficilmente accessibile con questa disposizione, e ottenere risultati accettabili richiede uno sforzo che non giustifica più l'assunto iniziale: “la tastiera logica è più facile”.

Ci sono molti grandi virtuosi del bandoneon cromatico, però se li ascolti bene si nota che hanno dovuto accettare compromessi o cambiare delle cose: dal punto di vista tecnico è davvero difficile ottenere un vero legato, certi passaggi sono poco fluidi. Questo perché non è proprio lo strumento adatto in quel senso.

Quindi quello che dovrebbe essere uno strumento più facile, in realtà alla fine si rivela essere più complicato.

Conclusioni

Il fatto che esistono bandoneonisti che riescono a fare cose incredibili sia con il diatonico sia con il cromatico mi porta a concludere che la tastiera che si sceglie è relativamente importante: infatti il cuore della tecnica bandoneonistica risiede nella gestione del mantice. La scelta della tastiera è quindi personale.

Non avendo esperienza diretta sul cromatico ritengo doveroso ascoltare il punto di vista di chi conosce entrambi i sistemi, come appunto Fabio Furia.

Prima di concludere l'articolo voglio smentire alcune "sibilline dicerie" intorno ai due sistemi sfatando qualche falso mito.

Il suono del cromatico è diverso dal diatonico.
Falso. Il suono è praticamente lo stesso. Poi se qualcuno vuole sindacare su impercettibili armoniche che riesci a individuare solo con un'analisi di frequenze in Wavelab è un altro discorso.

Il vero bandoneon è quello diatonico.
Falso. Esistono più di 60 tastiere diverse per bandoneon, tra unisonori e bisonori: qual'è quello "vero"? Questa diceria è davvero priva di senso.

Il vero bandoneon per il tango è quello diatonico.
Falso. È solo una questione culturale, per il fatto che in Argentina si è sempre suonato solo ed esclusivamente il modello 142 Rheinische Tonlage (uno dei tanti tipi di tastiera esistenti). Si può suonare dell'eccellente tango anche con il cromatico, e moltissimi bandoneonisti lo dimostrano.

I metodi per bandoneon sono tutti scritti per il diatonico.
Parzialmente vero. I metodi principali sono scritti per il 142, ma esistono metodi moderni che tengono conto anche del cromatico. Ma se anche non ce ne fossero questo non costituirebbe un problema, perché è sufficiente cambiare la diteggiatura.

Solo un tipo di cromatico o diatonico? (approfondimenti)

È opinione diffusa pensare che esista un solo tipo di bandoneon cromatico e un solo tipo di bandoneon diatonico.

In effetti quando si dice "cromatico" (o unisonoro) si pensa al sistema Peguri mentre chi dice "diatonico" (o bisonoro) intende dire 142 Rheinische Tonlage.

La realtà però è ben diversa: come detto precedentemente nell'articolo, nel corso della storia furono sviluppati più di 60 schemi di tastiera diversi, e di tutti i tipi: unisonori, bisonori, con logica seriale, "caotica", a imitazione del pianoforte, della fisarmonica e così via.

Per esempio, il Kusserow è un bandoneon unisonoro e con disposizione "cromatica" dei tasti.

Bandoneon Kusserow
Bandoneon Kusserow (C. Harry Geuns).

Ma esiste anche uno strumento unisonoro con disposizione "caotica", lo Standardbandonion di Heinz Schlegel.

Standardbandonion di Schlegel
Standardbandonion di Heinz Schlegel (C. Harry Geuns).

Anche il mondo dei bisonori è popolato da diversi esemplari. Il 142 non è l'unico bisonoro esistente, esiste anche il 144 Einheitsbandonion, strumento suonato dal sottoscritto e che in passato ebbe importanti virtuosi, persino un pioniere del bandoneon jazz nell'Europa degli anni '30.

Bandoneon 144 Einheits
Bandoneon 144 Einheits.

Questi sono solo gli esempi più significativi, ma l'elenco potrebbe continuare.

Link esterni per approfondire

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